Il fatto che sia presente una certa inclinazione a un’economia prettamente agricola provoca un abbassamento della qualità della vita (come del resto molti altri paesi della pianura friulana centrale e meridionale) rispetto alle zone dell’udinese e della fascia collinare. Infatti si può notare come l’indice di benessere registrato nel decennio 1981-1991 sia rimasto pressoché invariato rispetto a molti altri paesi limitrofi che probabilmente hanno sviluppato una politica economica maggiormente indirizzata a una crescita del settore secondario che porta di conseguenza a un settore terziario più progredito.
Circa l’agricoltura, essa ha mantenuto il carattere di specializzazione in colture pregiate, dedicandosi alla coltivazione del mais, delle vite, dei pioppi e ultimamente della soia. Particolare rilevanza ha assunto l’allevamento ittico. L’artigianato esprime un numero considerevole di addetti nel campo edile, nella lavorazione del legno e del ferro.
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