Comune di Bertiolo

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Edifici storici

Per scoprire ciò che di bello Bertiolo possiede, bisogna far riferimento ai suoi edifici religiosi, dislocati lungo una via che da Udine porta a Codroipo passando attraverso il paese.

La più importante dal punto di vista storico e anche la più antica è la chiesetta della Santissima Trinità.
La sua origine è molto incerta: probabilmente fu eretta sopra le rovine di un tempietto romano dedicato al dio celtico Beleno. La chiesa è citata nei documenti a partire dal 1500, anche se la campana che ne sovrasta la facciata testimonia della sua esistenza fin da un'epoca ben anteriore: infatti porta impressa la data 1287, che la rende la campana più vecchia di tutta la provincia. A conferma della vetustà dell'edificio un aiuto viene dal materiale di riempimento ritrovato intorno all'altare, resti un affresco absidale databile al 1200-1300.

Durante i lavori di ristrutturazione della chiesetta, avvenuti nel 1989, oltre a questi frammenti sono stati ritrovati i resti di un tempietto databile al VII secolo d.C. e di una necropoli anticamente annessa che risale al periodo longobardo. La sua scoperta avvenne proprio alle porte del 1990, anno dei Longobardi, e fece molto scalpore in quanto fu uno dei primi casi di ritrovamento di questo tipo.

In precedenza la chiesetta era intitolata ai Santi aquileiesi Canzio, Canziano e Canzianilla, poi modificata perché luogo di riunione della confraternita della Santissima. Sempre grazie alla presenza di questa importante via di contatto tra Roma e l'Illirico, la Postumia, Bertiolo deve anche il nome della attuale chiesa parrocchiale di San Martino, che si racconta esservi transitato quando, giovane figlio di un ufficiale romano, dall'Ungheria si era recato a Pavia per diventare a sua volta soldato di Roma.

La chiesa, ubicata lungo la strada che porta alla piazza principale del paese, è il risultato del rifacimento di un edificio precedente: consacrata nel 1702 dal patriarca Delfino (occasione ricordata dall'iscrizione latina accanto al vecchio battistero), possiede un altare marmoreo proveniente da Venezia; sul soffitto del coro si trova un affresco del pittore francese Loche e alle pareti un quadro del Politi raffigurante il patrono del paese nell'atto di donare parte del suo mantello ad un povero (si pensa sia un dono votivo fatto da un abitante di Bertiolo per uno scampato pericolo) ed un altro, forse di scuola veneta, di Palma il giovane.

Inoltre possiede un gruppo di arredo liturgico considerato da molti esperti eccezionale per la ricchezza dei materiali e per la perizia con la quale sono stati messi in opera. Dopo un lungo restauro, condotto nel rispetto della riconoscibilità dell'intervento, l'arredo è stato ripresentato agli occhi dei Bertiolesi stupefatti ed è ora utilizzato solamente nei giorni più solenni dell'anno liturgico. Sorge nei pressi della chiesa il campanile edificato nei primi anni del 1600 in sopraelevazione di una torre medievale. E' di pianta quadrata, rialzata, in muratura e termina con una cella campanaria traforata e bifora contornatada pietre e coperta da un tetto quadrangolare a falde costituito da tegole laterizie poste su un'orditura lignea.

Ancora due parole vanno spese per quanto riguarda la Casa dei Frati e la Via Crucis ad essa annessa. La Casa dei Frati è ciò che resta a testimonianza della presenza di una confraternita di frati che nel secolo scorso scomparve lasciando traccia della sua importanza nei documenti e nel nome dato alla via dove la Casa ha la sua entrata principale.
La Via Crucis è una delle ultime rimaste in regione, ma il suo notevole degrado non ne permette l'apprezzamento.

Continuando il nostro percorso attraverso le bellezze artistiche di Bertiolo non si può certo trascurare il Santuario della Beata Vergine di Screncis. Non è possibile stabilire con certezza quando e come abbia avuto origine: le prime notizie scritte risalgono al 1400, ma risale probabilmente a periodi precedenti. La tradizione vuole che nel luogo ove ora si trova il Santuario della Beata Vergine esistesse un infossamento del terreno dove un pastore, mentre sorvegliava il gregge, scorse mezza nascosta l'immagine della Madonna col Bambino: raccontò il fatto in paese e l'immagine venne portata nella chiesa parrocchiale, ma il giorno dopo fu trovata esattamente nel luogo in cui era stata scoperta; venne allora portata nella chiesetta della Santissima Trinità, ma anche in questo caso la cosa si ripeté.

Allora in quella località venne innalzato un capitello e successivamente una piccola cappella ampliata nel 1770. Durante gli scavi qui condotti nel 1857 si ritrovarono numerose ossa umane, forse una delle testimonianze delle battaglie che funestavano il Friuli. Si può dedurre che si sia approfittato dell'infossamento già esistente per seppellirvi i morti. Incerta è anche l'origine del nome della località SCRENCIS (anticamente SCHRENGIS oppure SCHRENCHIS). Una prima sostiene che derivi dallo slavo SKITI o SKRINJA, che significano rispettivamente "nascondere" e "cassetta o scrigno", ed alluderebbe al miracoloso ritrovamento. La seconda ipotesi suppone che Screncis derivi dal gallico CRENNO, che significa "albero" ed indicherebbe l'esistenza di un villaggio poi scomparso, del quale però non esistono attestazioni. Nel corso del secolo scorso il santuario ha assunto l'aspetto attuale.

L'edificio è il frutto dell'attività di tutti gli abitanti dei paesi limitrofi e per questo motivo ogni anno, dall'8 al 15 settembre, in questo santuario vengono ospitate tutte le parrocchie della foranìa di Codroipo. Il quadro della Madonna, motivo della devozione di tante persone, non ha alcun pregio artistico; è in legno dipinto a colori naturali e raffigura la Madonna che con la sinistra sostiene ai fianchi il Bambino e con la destra ne avvolge i piedini.

Il santuario si presenta in tutta la sua bellezza agli occhi dei visitatori e devoti dopo i recenti lavori di ristrutturazione. Come già accennato, durante l'assedio di Vienna del 1683 da parte dei Turchi, Bertiolo divenne un accampamento militare turco: alla fine del secolo scorso è stata rinvenuta una necropoli di discrete proporzioni alla profondità di un metro circa, dove si distinguevano ancora residui di calce viva: vi si trovarono corti pugnali e stiletti posti sotto la tibia della gamba sinistra delle salme, tipici nella sepolture dei soldati turchi; ciondoli con la mezzaluna e monete d'oro.

Non è da trascurare la piccola Chiesa di San Gerolamo di Sterpo che ha oltre mezzo millennio di storia. La sua consacrazione risale al 30 settembre di non precisabile anno tra il 1480 e il 1489. Dopo diverse vicissitudini il conte Francesco di Colloredo, portando la sua residenza a Sterpo, fece ristrutturare il fabbricato della Chiesa riproponendolo nello stile neoclassico del tempo, quello che oggi possiamo vedere, e provvide anche alle esigenze del servizio religioso.

ALTRI MONUMENTI IMPORTANTI

A Sterpo, esempio di architettura di borgo agricolo con le case disposte ad arco l'una dì seguito all'altra, è situata villa Venier, che sorge nel luogo in cui Martino Della Torre, della famiglia che prima ebbe in feudo il territorio, fece costruire un castello fortificato. Nel corso dei secoli la costruzione ha subito molteplici vicissitudini legate ai signori che la ebbero in proprietà. Ora la villa, dopo numerosi restauri, è visitabile.

Nella frazione di Sterpo è presente da oltre cinque secoli un esemplare di farnia, albero divenuto monumento naturale secondo la classificazione dell'Azienda dei Parchi e Delle Foreste della Regione del Friuli Venezia Giulia, per le sue imponenti dimensioni. L'altezza della pianta raggiunge i 21 m., la circonferenza è di m. 7.70 e i suoi rami inferiori si estendono per oltre 33 m. nel lato est e ovest. Da visitare anche le praterie delle risorgive del Fiume Stella.

Oltre alla Chiesetta della Santissima Trinità, alla Chiesa Parrocchiale di San Martino, al Santuario della Beata Vergine di Screncis e alla chiesa di San Girolamo nel Comune di Bertiolo sono presenti gli edifici religiosi qui di seguito elencati:

Chiesa parrocchiale di Virco - costruzione tardo settecentesca; prege-vole altare maggiore barocco; conserva due statue lignee raffiguranti i Santi Rocco e Sebastiano (sec. XVI).
Chiesa parrocchiale di Pozzecco - grande costruzione su disegno di Gemiamo D'Aronco (il padre del famoso Raimondo); pala d'altare di Rocco Pitacco (sec. XIX); particolarmente interessante il "sepolcro" ligneo intagliato e dorato, molto vicino ai modi de! Brustolon.
Chiesetta di S. Giacomo Apostolo (Pozzecco) - tipica costruzione del sec. XV-XVI con campaniletto a vela; all'interno si trova un recente apprezzabile affresco raffiguran-te "La Resurrezione" del Tiozzo.